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TMW RADIO - Tovalieri: "Mazzone per me era come un padre. Amato da tutti i giocatori"

TMW RADIO - Tovalieri: "Mazzone per me era come un padre. Amato da tutti i giocatori"TUTTO mercato WEB
sabato 19 agosto 2023, 20:00Serie A
di Lorenzo Di Benedetto

Sandro Tovalieri, intervenuto a Guelfi e Ghibellini su TMW Radio, ha ricordato Carlo Mazzone, scomparso nella giornata di oggi a 86 anni.

"Ho appreso la notizia da voi, sono dispiaciuto e rammaricato perché se ne va un'istituzione del calcio italiano e non solo. Carlo Mazzone per me a Cagliari è stato come un padre, era un uomo onesto, leale, forse in certi atteggiamenti poteva sembrare burbero ma non lo era affatto. Conosco tanti miei colleghi che lo hanno avuto come allenatore e non ho mai sentito una parola brutta. Mi auguro che domani la Federazione possa omaggiarlo nella giusta maniera perché è stato una figura importante che rappresenta e rappresenterà sempre il nostro calcio fatto di valori e romanticismo. Un uomo che ha messo d'accordo tifoserie intere, apprezzato anche dagli avversari e rispettato da tutti. Dovevo andarlo a trovare a settembre per onorare una promessa purtroppo non sarà più così e me ne dispiace molto".

La carriera di Mazzone.
Dopo una carriera da calciatore, passata per la maggior parte del tempo con la maglia dell'Ascoli, Carlo Mazzone ha intrapreso quella da allenatore, iniziando proprio dai bianconeri e rimanendo su quella panchina dal 1968 al 1975, anni nei quali portò l'Ascoli dalla Serie C alla Serie A. Nella stagione 1975/76 è poi passato alla Fiorentina, dove è rimasto per due anni e mezzo, prima dell'esonero nel gennaio del 1978, ma l'anno successivo è subito tornato in pista al Catanzaro.

Nel gennaio del 1981 il ritorno all'Ascoli dove è rimasto fino all'ottobre del 1984. Poi un anno al Bologna e la parentesi al Lecce, dove ha raggiunto un'altra promozione in Serie A. Poi il Pescara e il Cagliari, fino alla grande occasione della sua vita, quella più voluta, alla Roma, squadra per la quale non ha mai nascosto il suo amore e il suo tifo. Dopo tre anni, nei quali ha conquistato la qualificazione in Coppa UEFA, è poi tornato a Cagliari, prima di sedere, in ordine, sulle panchine di Napoli, Bologna e Perugia. Poi il Brescia, con Roberto Baggio come protagonista e la corsa sotto la curva dell'Atalanta, nel derby, che resterà per sempre nella storia del calcio italiano. Infine ancora Bologna e chiusura di carriera al Livorno.

Un uomo genuino, vero, che ha fatto la storia del nostro calcio e che vanta il record di presenza da allenatore in Serie A: ben 792. Nel 2002 gli è stata conferita anche la Panchina d'Oro alla carriera, mentre nel 2020 è stato inserito nella Hall of Fame del calcio italiano nella categoria Allenatore italiano.

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