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Riforme FIGC, cosa c'era nel documento di ieri. Evitato lo scontro con la Serie A

Riforme FIGC, cosa c'era nel documento di ieri. Evitato lo scontro con la Serie ATUTTO mercato WEB
© foto di www.imagephotoagency.it
mercoledì 14 febbraio 2024, 09:58Serie A
di Raimondo De Magistris

Nella giornata di ieri la Federazione ha incontrato le componente per mostrare ulteriori passaggi sul documento stilato con Deloitte per la riforma del calcio italiano. La decisione, quella emersa al termine del confronto, è stata quella di rinviare l'Assemblea del prossimo 11 marzo su richiesta del presidente della Lega Dilettanti Giancarlo Abete. Ma a patto che le componenti arrivino a un accordo.

Lunedì è esploso il tema del diritto d'intesa durante l'Assemblea di Lega Serie A. Supportato da Lega Pro, Lega Dilettanti, allenatori e AIC, la FIGC avrebbe potuto avallare questa riforma e toglierlo a tutte le singole componenti, quindi anche alla Serie A e alla Serie B (contrarie). Ma ha evitato di andare allo scontro, anche perché questa mossa avrebbe portato a sicuri strascichi legali.
Solo un breve accenno alla questione, quindi. Durante il confronto s'è discusso soprattutto della messa in sicurezza del calcio italiano. Di conseguenza, presentato un piano con norme più stringenti per le iscrizioni, un indice di liquidità che crescerà progressivamente fino a 1, criteri infrastrutturali rigidi per evitare altri casi Lecco e la necessità di ripulire il sistema dai suoi debiti entro la stagione 2029-30 tramite una dieta economica quinquennale.

S'è discusso poco della possibilità di ridurre la Serie A da 20 a 18 squadre, una possibilità bocciata dall'ultima Assemblea di Lega. Ma per Gravina, sarà questa riduzione una naturale esigenza visto il continuo aumentare delle partite nel calendario internazionale: diventerà prima o poi una priorità, anche perché cancellare solo 20 squadre in Lega Pro non sarà la soluzione di tutti i problemi visto l’impatto ridotto di quest’ultime sulla situazione debitoria complessiva.

Chiusura, infine, sulla reintroduzione delle multiproprietà. La Lega Serie A vorrebbe nuovamente riportarle in auge ma la FIGC non è d'accordo e non farà alcun passo indietro, anche perché l’Uefa è pronta a vietarle uffi cialmente al netto di partecipazioni minoritarie.

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