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Fagioli racconta: "Tempo libero e noia, è iniziata così. Il 26 maggio spero di tornare in campo"

Fagioli racconta: "Tempo libero e noia, è iniziata così. Il 26 maggio spero di tornare in campo"TUTTO mercato WEB
venerdì 23 febbraio 2024, 22:32Serie A
di Tommaso Bonan

Altra giornata importante per Nicolò Fagioli, centrocampista della Juventus che sta scontando la sua squalifica per il caso scommesse di cui è stato protagonista. All'interno delle sanzioni da parte della FIGC era presente anche l'obbligo di partecipare ad una serie di 10 incontri sul gioco d'azzardo come pena accessoria. Lo stesso Fagioli, nel pomeriggio di oggi, si è presentato ad un incontro pubblico a Condove, comune in provincia di Torino, per un evento chiamato "Lo sport non è azzardo". Insieme a lui anche il dottor Paolo Jarre, esperto di problemi legati all'azzardo patologico.

"Non dico ancora di esserne già uscito, sicuramente è stato un periodo molto difficile e il percorso non si conclude in cinque mesi. Ma sicuramente sto facendo in modo di uscirne definitivamente. Cosa mi spingeva verso il gioco? Il principale motivo credo sia stato la noia", le parole riportate da gazzetta.it. "Sto bene, sono felice di essere qua: dico ai giovani di non cominciare neanche a scommettere e di coltivare i loro sogni - ha detto Nicolò -. Un anno fa è stato il periodo più difficile perché avevo problemi causati dal gioco. In quei casi diventa complesso gestire tutto da solo e a quel punto ho capito che dovevo chiedere aiuto. Cosa mi spingeva a mettere tanto denaro nel gioco? Forse avevo tanto tempo libero, la noia mi portava a giocare. Penso sia stata questa la principale causa: è cominciata così, ma dopo tempo è diventata una malattia”.

Fagioli non vede l’ora di tornare in campo, ma tiene anche a ringraziare i compagni di squadra con i quali continua ad allenarsi tutti i giorni. “Mi hanno aiutato molto nel periodo più duro della mia vita. A chi sono più legato? A Vlahovic, Gatti e Chiesa. Il 19 maggio finisce la squalifica, il 26 maggio col Monza spero di tornare a giocare - ha detto -. Il gioco d’azzardo influiva negativamente sulla mia attività lavorativa? Penso di sì perché non mi allenavo al 100%, e dunque in partita non davo tutto quello che potrò dare più avanti dal mio rientro”.

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