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Tante partite e tanti infortuni… Si gioca davvero troppo? Eppure, in altri sport… C’è poi la questione Pogba!

Tante partite e tanti infortuni… Si gioca davvero troppo? Eppure, in altri sport… C’è poi la questione Pogba!TUTTOmercatoWEB.com
mercoledì 2 novembre 2022, 06:00L'Angolo di Calcio2000
di Fabrizio Ponciroli

A sentire quello che dicono, in coro, tutti gli allenatori, non ci sarebbe il ben che minimo dubbio a riguardo: nel calcio moderno si gioca troppo e, di conseguenza, il rischio infortuni è sempre più elevato. In questa pazza stagione (ma sono diverse annate che il numero delle partite è aumentato in maniera esponenziale), complice la pausa per il Mondiale, si gioca ogni tre giorni in maniera continuativa. Non c’è un momento di pausa. Quando ci si ferma, è per dare spazio alle nazionali. Ma non è tutto: chi non andrà al Mondiale, probabilmente dovrà viaggiare per partecipare a gare di esibizioni in giro per il globo (necessarie per raccogliere fondi per le società).
C’è chi è fermamente continuo che i tanti infortuni, soprattutto muscolari, di questo inizio di stagione siano la naturale conseguenza delle troppo partite ravvicinate. Onestamente, la lista degli infortunati di lusso è infinita… Eppure, in altri sport, si gioca molto di più e nessuno si lamenta. Si pensi all’NBA: 82 partite all’anno e poi ci sono pure i play-off… Ecco, da grande fan dell’NBA,. Vorrei fare un po’ di chiarezza a riguardo. Vero, nell’NBA giocano 82 partite di regular season ma il ritmo è decisamente blando, soprattutto per quanto riguarda le gare della stagione regolare. Ci si impegna negli ultimi quarti delle partite, non c’è una concentrazione totale ogni singola sera… Nel calcio, se non dai il 110% ogni volta che scendi in campo, sei finito. Ogni incontro è il più importante, almeno fino a quando non arriva il prossimo impegno. Non ci sono “squadre materasso” o “impegni leggeri”. Ogni sfida comporta una spesa di energie, fisiche e mentali, totale. Il punto è proprio questo: si gioca tanto e si gioca a tutta birra. Non c’è mai modo di prendersi una pausa e, alla lunga, questo incide moltissimo sulla condizione fisica (e mentale), portando infortuni più o meno gravi.
Tornare indietro è utopistico (anzi, i club vogliono sempre più partite per aumentare il fatturato), le rose lunghe ci sono, quindi che fare? Banale dirlo ma, al momento, la dea bendata regna sovrana. Chi riuscirà a gestire meglio gli infortuni, avrà più chances di arrivare in fondo…
Chiudo con una riflessione su Paul Pogba. Ok, questa volta ci avevo visto bene (non mi capita spesso). Il Paul Pogba in versione Manchester United non era solo svogliato ma era anche fisicamente improponibile. Non poteva essere solamente una questione di motivazioni. Il francese non stava bene fisicamente da tempo. Tutti questi problemi fisici non mi sorprendono e mi lasciano un grande dubbio: tornerà mai il grande giocatore che ho amato in maglia bianconera? Onestamente non so rispondere. Credo che, quando tornerà, dovrà darsi molto da fare. Per ora è bollato come un “giocatore rotto”. Non quello che sognava quando ha deciso di tornare a Torino e neppure quello che si aspettava il popolo bianconero…