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Pogba sta bene mentalmente, noi meno… Su Leao non ho più dubbi!

Pogba sta bene mentalmente, noi meno… Su Leao non ho più dubbi!TUTTOmercatoWEB.com
mercoledì 7 settembre 2022, 06:00L'Angolo di Calcio2000
di Fabrizio Ponciroli

Alla fine, Paul Pogba si è operato. La terapia conservativa non è servita a nulla, anzi in realtà ha allungato i tempi di recupero del francese. Non sono un medico e, quindi, non mi esprimo sulla validità della “soluzione alternativa all’operazione” ma resta il fatto che, con la scelta di non operarsi subito, il Polpo ha messo in difficoltà la Juventus e pure la Francia. Infatti mi chiedo: ora Paul Pogba andrà al Mondiale? E se ci dovesse andare, quanto rischierebbe? Nessuno ha risposte certe su entrambe le domande… La Francia non vuole fare a meno di una delle sue colonne e, ne sono certo, Paul Pogba farà di tutto per recuperare in tempo per giocarsi il Mondiale (quale giocatore non lo farebbe, dai…). Un recupero forzato potrebbe aumentare i rischi di un ulteriore crack? Non è dato saperlo. Personalmente, dopo che ho visto Franco Baresi “risorgere” ai Mondiali del 1994 in 25 giorni (operazione al menisco), più nulla mi può sorprendere. Capisco però la preoccupazione della Juventus (e dei tifosi bianconeri). Paul Pogba vuole il Mondiale ma la Juventus vuole Pogba (impossibile accontentare entrambi). Quindi, per il bene di tutti, speriamo non accada nulla di irreparabile, anche perché Allegri non mi sembra abbia preso bene questa “operazione ritardata”.
In questo editoriale, tuttavia, voglio parlare di Rafael Leao. Allora, vi confido un segreto. Quando l’ho intervistato per Calcio2000 (anno di grazia 2020), ricordo che ero rimasto perplesso sul ragazzo. Molto timido, rifugiato nel suo mondo fatto di musica e tecnologia. Mentre lo intervistavo, non mi aveva mai guardato dritto negli occhi, quasi fosse impaurito (o, forse, annoiato) dalle mie domande (e, ve lo assicuro, cerco di essere il più amichevole possibile). Un altro dettaglio mi aveva colpito. L’intervista era stata organizzata su un campetto di calcio. Bene, appena è arrivato un pallone nella sua zona, Rafael Leao si è acceso: ha iniziato a palleggiare, fregandosene di me e di tutti i presenti. Lì ho capito che, per quel giovane portoghese, l’unica cosa importante era ed è il pallone. A distanza di oltre due anni, quel timido ragazzo tecnologico è maturato molto ma non ha perso il suo incredibile feeling con il pallone. Forse avrei dovuto capirlo allora: Rafael Leao non è “fuori dal mondo”. Semplicemente nel suo mondo c’è spazio solo per quel pallone. E, in campo, lo si capisce alla grande. Non ho più dubbi: al momento, in Italia, Rafael Leao è il più forte di tutti. Non c’è nessun altro al suo livello. Per età, classe e capacità di incidere sulle partite, è un passo davanti a tutti gli altri (diciamo che Dusan Vlahovic è il primo alle sue spalle)…