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Cronaca di una serata (da Scudetto) indimenticabile… Ha ragione Marotta?

Cronaca di una serata (da Scudetto) indimenticabile… Ha ragione Marotta?TUTTO mercato WEB
mercoledì 24 aprile 2024, 08:57L'Angolo di Calcio2000
di Fabrizio Ponciroli

Ci sono momenti che restano per sempre… Chi c’era lunedì sera a San Siro, probabilmente non dimenticherà mai il Derby che ha portato la seconda stella sul petto di ogni tifoso (fiero) nerazzurro. Che ci fosse qualcosa di differente nell’aria, lo si è capito ore prima del fischio d’avvio. In fila per comprare le sciarpe commemorative dell’evento solo tifosi nerazzurri. Poca voglia di farsi notare da parte dei “cugini” rossoneri… C’è chi divora il panino con la salamella sperando che tutto finisca per il meglio: “Oh, se vincono quelli (interisti, ndr), ci tocca sparire appena finisce”, ammonisce un maturo fan rossonero. Come spesso accade, il pre gara è puro spettacolo… Bellissimo il “duello” tra le due curve, sia in termini di scenografie che di sfottò…
Non appena il pallone inizia a rotolare (lo dice Stefano Borghi, giusto?), le due tifoserie di punzecchiano a vicenda, alzando il volume dei cori a livelli impressionanti. “Vincerete il tricolore” e “Tornerete in Serie B”, i cori più gettonati della Curva Nord… “Milano siamo noi”, con tanto di striscione a spiegare come gli Scudetti siano 19 e non 20, la risposta della Curva Sud.
Il gol di Acerbi fa esplodere di gioia il popolo nerazzurro. Il gol fallito da Leao manda su tutte le furie chi ha fede rossonera. Nell’intervallo c’è chi chiama a casa e avverte: “Guarda che non so quando torno, qui si va a Duomo a festeggiare”.
Il gol di Thuram è l’apoteosi per la gente nerazzurra che ormai pregusta la festa Scudetto. La Curva Sud prova a tenere alto l’onore del Diavolo ma il coro “I Campioni dell’Italia siamo noi” inizia a spargersi tra le tribune di San Siro. Tomori tenta di rovinare la festa nerazzurra. Ci provano anche Theo Hernandez e Calabria ma nella maniera sbagliata… E siamo al triplice fischio dell’arbitro che dà il via al delirio nerazzurro. In pochi istanti, di tifosi rossoneri non c’è più traccia in un San Siro ormai tinto solo di nerazzurro.

L’idea di alzare la musica a palla per “non farli festeggiare” non funziona. Ormai è follie collettiva nerazzurra. Nessun neo Campione d’Italia sente più il freddo (invernale) e la pioggia (autunnale). La gioia è incontenibile. C’è chi piange e chi continua ad insultare i “cugini” e chi fa le due cose insieme. Le parole di Lautaro Martinez sono da gladiatore nerazzurro: “Guarda, lo stadio è nostro”. Vero, l’Inter ha conquistato lo Scudetto in casa del Milan. Un’impresa che entra, di diritto, nella storia del club. Pioli si presenta in TV ma non in tribuna stampa, a certificare un disagio evidente. Inzaghi non si leva nessun sassolino dalla scarpa ma si emoziona parlando della sua famiglia che lo sostiene sempre, anche quando, parole sue, “… porto il lavoro a casa”. Marotta fa sapere che il “ciclo è all’inizio”. Tutti felici, con un solo neo: Zhang sta festeggiando a migliaia di chilometri. Poco importa, le urla di felicità del popolo nerazzurro si saranno sentite, forti e chiare, anche in Cina.

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