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83 mila euro al giorno per Haaland… La Premier è di un altro pianeta

83 mila euro al giorno per Haaland… La Premier è di un altro pianetaTUTTOmercatoWEB.com
mercoledì 20 aprile 2022, 06:00L'Angolo di Calcio2000
di Fabrizio Ponciroli

Ormai non ho più dubbi: c’è la Premier League e poi viene tutto il resto. Li abbiamo battuti in finale ad Euro 2020 (grande soddisfazione) ma, onestamente, loro ci “umiliano” da decenni. Non c’è nulla come il massimo campionato calcistico inglese. Prima avevano impianti all’avanguardia (da sempre), l’atmosfera (unica) e il pathos (inimitabile), ora hanno anche il potere di prendere chi vogliono, a qualsiasi cifra. Non ho idea se i miei colleghi del Daily Mail siano ben informati ma, comunque sia, è più che probabile che Haaland finisce in Premier League. Il Manchester City sarebbe pronto a garantirgli 83 mila euro al giorno per metterlo al servizio di Guardiola.
Non c’è da indignarsi, negli anni Novanta e Duemila eravamo noi a strapagare i campioni per rendere la Serie A il “più bel campionato d’Europa”. Ora lo stanno facendo loro e, a differenza nostra, ci guadagnano pure. La Premier League non è un torneo per ricchi miliardari. Chi governa, sa perfettamente come far rendere al meglio il giocattolo calcistico più costoso al mondo. Le partite del calcio inglese sono trasmesse ovunque. Ogni giornata prevede almeno due/tre big match. Perché? Nessuno ha tante società di primo livello come la Premier League.
Quindi, se il Manchester City vorrà prendere Haaland, il Manchester City avrà Halland (anche perché chi non vorrebbe lavorare con Guardiola?).
Una domanda mi sorge spontanea: come ci siamo ridotti a decantare il prodotto inglese invece che sfoggiare, con orgoglio, la nostra Serie A? Avrei bisogno di 50.000 parole per provare a spiegare i motivi che stanno alla base del nostro lento (ma inesorabile) declino. Non si tratta solo di stadi antichi quanto la nostra storia o di presidenti intenti più a litigare che a programmare. Ci siamo impigriti e, alla fine, abbiamo perso il nostro DNA… Ogni stagione assistiamo alla debacle collettiva dei nostri club italiani in Europa (ti prego, caro Mourinho, fai il miracolo) e, al di là di qualche titolone di giornale o sito web, non accade altro. Sapete perché? Perché, in fin dei conti, ci piace quello che abbiamo. La Serie A ci appassiona a prescindere dal suo livello medio di qualità. Anzi, a volte crediamo di avere ancora un torneo importante. Non è così, inutile fingere di non saperlo.
Ho fatto un piccolo sondaggio social. Ho chiesto a diversi contatti (non italiani) quale partita e quale campionato avrebbero voluto vedere almeno una volta nella vita. Bene, 44 persone su 63 hanno risposto di sognare di assistere, live, ad una gara di Premier League. Sorpresi? Io assolutamente no…
Sarà sempre così? No, non ci sto… Serve un nuovo spirito quindi, a malincuore (essendo un nostalgico), ben vengano nuovi investitori stranieri. Penso al Milan e alle parole di Pioli: “… il futuro potrebbe essere anche meglio”. Incredibile ma vero, gli stranieri possono salvarci. Intanto Haaland se lo gusteranno comunque in Premier League…