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De Ligt fuori, Chiesa nel mirino di Allegri. Se sono loro i problemi della Juventus

De Ligt fuori, Chiesa nel mirino di Allegri. Se sono loro i problemi della JuventusTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
lunedì 20 settembre 2021 14:06Il corsivo
di Ivan Cardia

Uno non ha giocato e ha guardato i compagni dalla panchina. L'altro è entrato, oggettivamente male, ed è andato a dormire beccandosi la bordata del proprio allenatore, abbastanza inattesa. Matthijs De Ligt e Federico Chiesa sono, di fatto, i due grandi assenti nella Juventus che in casa pareggia col Milan e non si schioda da una posizione di classifica ben lontana dalle proprie abitudini. Il nuovo che non avanza, nel rinascimento di Massimiliano Allegri, piuttosto determinato a rifare tutto con proverbiale calma e il tempo che serve. Ma che forse la Vecchia Signora non ha a disposizione.

Sono giovani, ma non così giovani. Di stoccate, anche se una più celata, il tecnico livornese ne ha rifilate due a stretto giro di posta ai suoi due giovani fuoriclasse. In settimana, ha praticamente dato a De Ligt del giocatore normale, ricordando come anche uno con delle qualità abbia bisogno di fare un certo percorso. Dopo l'X col Milan, non ha usato certo il fioretto nei confronti di Chiesa: "Deve crescere, acquisire consapevolezza che siamo alla Juventus". Parafrasando: per Allegri ne devono ancora mangiare, di pastasciutta. Del resto, sono entrambi molto giovani: classe '99 De Ligt, 97' Chiesa. Non così tanto, però: l'olandese tre anni fa buttava già la Juventus fuori dalla Champions, l'italiano la scorsa stagione ne è stato l'unico appiglio in Europa prima di trascinare l'Italia al trionfo di Wembley. Insomma, giovani sì, ma non proprio due ragazzini da tirare ancora su.

Se sono loro i problemi di questa Juve. Oltre all'età di Chiesa e De Ligt, pesa il momento in cui si trova la Vecchia Signora. Nell'affrontare il suo bis, immaginiamo che Allegri fosse perfettamente consapevole di trovare una squadra molto diversa da quella che aveva lasciato. Da questo punto di vista, però, questa Juve è ancora più lontana da quella che aveva guidato nel suo primo lustro a Torino. Se quella era una formazione nel fiore dei suoi anni, quella di oggi ha proprio nei più giovani i suoi migliori elementi, potenzialmente e non solo. Ci si poteva permettere di centelliare alcuni inserimenti, perché la Juve ne aveva il tempo e le forze. In questo, è come se Allegri non avesse cambiato approccio, pur sapendo di trovarsi una realtà differente. Nei bianconeri di oggi, De Ligt e Chiesa, peraltro uno al terzo e l'altro al secondo anno di militanza juventina, non sono pezzi da inserire in un meccanismo già oliato. Sono loro, piuttosto, gli ingranaggi che hanno funzionato meglio in tempi recenti. E crearsi un problema, anzi due, non è parte della soluzione: più che promesse in divenire, sono già punti fermi. Forse converrebbe cambiare il punto di vista: più che voler adattare i suoi ragazzi alla Juve, Allegri deve costruire quest'ultima attorno ai talenti che ha a disposizione.

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