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Skriniar e poi? L'Inter al lavoro per non ripetere lo scenario dello scorso anno. Per Botman il Milan non s'è fermato ma serve chiarezza: il Newcastle potrà sempre offrire di più

Skriniar e poi? L'Inter al lavoro per non ripetere lo scenario dello scorso anno. Per Botman il Milan non s'è fermato ma serve chiarezza: il Newcastle potrà sempre offrire di piùTUTTOmercatoWEB.com
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martedì 21 giugno 2022, 11:01Editoriale
di Raimondo De Magistris
Nato a Napoli il 10/03/88, laureato in Filosofia e Politica presso l'Università Orientale di Napoli. Lavora per Tuttomercatoweb.com dal 2008, è il vice direttore dal 2012

C'è solo l'Inter da qualche settimana non è solo l'inno ufficiale dei nerazzurri. E' il claim per un solstizio d'estate che Marotta e Ausilio hanno trasformato nel momento decisivo in cui costruire il futuro senza farsi prendere per il collo ad agosto, quando le possibilità diminuiscono e i prezzi aumentano. Il caso Correa insegna, del resto. E proprio quella lezione è alla base dell'attuale inversione di marcia.
E' così che se da un lato la Juventus aspetta luglio per dare il benvenuto a Pogba e il Milan è alle prese con un passaggio di proprietà che ha fatto slittare i primi colpi, dall'altro c'è l'Inter che già questa settimana conta di far fioccare le prime ufficialità. E comunque ha chiuso accordi per Mkhitaryan come per Asllani, per Bellanova come per (ci siamo quasi) Lukaku e Dybala. Parametri zero, prestiti e occasioni: l'Inter ha deciso di muoversi quando ancora il mercato degli svincolati - ricco come non mai - apriva dietro di sé quasi tutte le porte.

Ma un giudizio definitivo sarà evidentemente possibile solo il 1° settembre perché le cessioni ci saranno. E del resto anche Giuseppe Marotta, nella settimana che può riportare Romelu Lukaku in nerazzurro, è stato chiaro: dobbiamo chiudere il mercato con un saldo positivo. Se gli addii di Perisic, Sanchez, Vidal, Kolarov e Ranocchia servono per alleggerire le casse del club e far spazio a nuovi stipendi, la cessione di Milan Skriniar serve per portare a compimento il discorso fatto da Marotta. Non sarà l'unica ma il poi, in questo caso, è colui che sposta l'ago della bilancia.

La cessione di Skriniar è la più logica e non solo perché - come dice Marotta - in questo mercato è più facile sostituire un difensore piuttosto che un attaccante. E' anche una questione di anagrafica: Lautaro e Barella sono '97, Bastoni un '99. Questo vuole dire che Skriniar, un '95, forse solo quest'estate potrà andare via per 60-70 milioni di euro, poi il suo prezzo sarà destinato a calare.
Skriniar però è al contempo uno dei pilastri dell'Inter e se il club non vorrà 'svuotarsi' in termini di valore della rosa dovrà evitare altre cessioni così importanti. Perché un conto sarà dare via De Vrij (30 anni, ingaggio alto e non c'è l'accordo per il rinnovo), un altro è pensare - come accadde la scorsa estate con Hakimi e Lukaku - di valutare la cessione di Lautaro dopo quella di Skriniar. Ne uscirebbe un'Inter impoverita, in tutti i sensi. Soprattutto da quello economico visto che Dybala e Lautaro, per motivi diversi, rappresentano costi e non investimenti. In difesa Bremer e Milenkovic possono dar seguito a quanto fatto da Skriniar e De Vrij in questi anni, sono già delle certezze e hanno entrambi 25 anni: puntare su di loro vorrebbe dire andare avanti in una politica di autofinanziamento che è fatta anche di valorizzazioni e cessioni. In attacco il ragionamento fatto è diverso e con Correa che oggi non ha offerte il Toro Lautaro è l'unico asset certo anche per l'Inter che verrà.

Causa passaggio di proprietà, il Milan nelle ultime settimane è stata costretto a posticipare le prime operazioni di mercato. Basti pensare che Divock Origi, virtualmente acquistato già da più di un mese, solo questa settimana si presenterà in città per le visite mediche e la firma sul contratto. E che solo questa settimana, sul finire del mese di giugno, arriveranno i rinnovi dei contratti di Maldini e Massara, i grandi artefici dell'ultimo Scudetto insieme a Stefano Pioli.
L'impossibilità in questo mese di giugno di mettere giocatori sotto contratto non ha però impedito ai dirigenti rossoneri di portare avanti il loro lavoro. Per Renato Sanches, ad esempio, la trattativa è tutt'altro che sfumata nonostante l'inserimento del PSG e lo stesso dicasi per Sven Botman. Bloccato a dicembre, il difensore olandese resta grande obiettivo del Milan nonostante l'exploit di Kalulu. Maldini e Massara - pur con tutte le difficoltà del caso - hanno costantemente migliorato la loro offerta per convincere il Lille a chiudere l'accordo spingendosi oltre i 30 milioni di euro.
Perché allora l'accordo non è chiuso? Perché il Newcastle - che ha disponibilità economica illimitata - può sempre rilanciare offrendo un euro in più, per la gioia del Lille che spera così di cedere il suo difensore a una cifra ancor più alta.
Botman fin qui ha sempre dato preferenza al Milan ma ora, probabilmente, deve essere ancora più netto escludendo al suo club la possibilità magpies dinanzi a un'offerta comunque importante come quella rossonera: solo così si può mettere davvero la parola fine a una trattativa lunghissima, iniziata più di sette mesi fa.