Menu Serie ASerie BSerie CCalcio EsteroFormazioniCalendari
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliariempolifiorentinafrosinonegenoahellas veronainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliromasalernitanasassuolotorinoudinese
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventobresciacasertanacesenalatinalivornonocerinapalermoparmaperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriaternanaturrisvenezia
Altri canali serie bserie cchampions leaguefantacalcionazionalipodcaststatistichestazione di sosta

Poteva essere come il terzo anno di Napoli, è fin qui la peggiore stagione da quando allena in Serie A. Sarri, cosa succede? Mai Lotito ha dato così tanto credito a un allenatore, ora è lui a dover dare delle risposte

Poteva essere come il terzo anno di Napoli, è fin qui la peggiore stagione da quando allena in Serie A. Sarri, cosa succede? Mai Lotito ha dato così tanto credito a un allenatore, ora è lui a dover dare delle risposteTUTTO mercato WEB
© foto di TUTTOmercatoWEB.com
martedì 19 dicembre 2023, 16:00Editoriale
di Raimondo De Magistris
Nato a Napoli il 10/03/88, laureato in Filosofia e Politica presso l'Università Orientale di Napoli. Lavora per TMW dal 2008, è stato vicedirettore per 10 anni. Inviato al seguito della Nazionale

E' davvero difficile capire fino in fondo il calo della Lazio in questa stagione. Se il Napoli, ad esempio, ha nell'appagamento e nella scelta sbagliata del successore di Spalletti due validissimi motivi per spiegare perché, rispetto a un anno, la squadra ha 14 punti in meno, la Lazio che ha chiuso l'ultimo campionato al secondo posto la scorsa estate ha ascoltato dettami e riflessioni di chi era in panchina. Di quel Comandante che oggi tanto Comandante non è più. Claudio Lotito ha mandato via Igli Tare per difficile coabitazione con l'allenatore, ha allargato la rosa. Ha fatto suo quel Guendouzi che impressionò Sarri già ai tempi della Premier, ha allargato le maglie del centrocampo. Soprattutto ha acquistato un vice Immobile. Nella scorsa stagione quando s'infortunava il Capitano l'allenatore era costretto a schierare un falso nueve, quest'anno c'è il Taty Castellanos, ex stella della MLS che lo scorso anno a Girona ha realizzato 13 gol in Liga. Ci sono insomma meno attenuanti e ancor meno scuse. Eppure un anno fa pur con tutti i paletti del caso la Lazio condusse un girone di ritorno eccellente e finì il campionato al secondo posto: come accadde a Napoli sembrava il preludio a un magnificente terzo anno, stavolta invece è fin qui la peggiore stagione da quando allena in Serie A.

Maurizio Sarri dopo una lunghissima gavetta è sbarcato in Serie A nella stagione 2014/15. Da esordiente e alla guida di una squadra neopromossa concluse il campionato al 15esimo posto, un'annata che gli valse la chiamata di Aurelio De Laurentiis. Da quel momento in poi è sceso dal podio una sola volta, nel primo anno di Lazio, quando finì il campionato al quinto posto. Uno scenario totalmente diverso da quello attuale perché in questo momento, col giro di boa a sole tre partite, la sua Lazio è nella parte destra della classifica, con gli stessi punti del Monza ma una peggiore differenza reti.

Nell'analisi della stagione biancoceleste non si può non tenere conto dell'accesso agli ottavi di finale di Champions League. Sarà quasi impossibile andare oltre, ma intanto la Lazio è tra le sedici regine d'Europa. Risultato che era alla portata, ma tutt'altro che scontato. E' però un risultato che non può spiegare l'andamento di una squadra che in 16 turni ha conquistato 21 punti: che non rinuncia mai al suo gioco ma quasi mai riesce a finalizzarlo. Che ha fin qui realizzato gli stessi gol di Cagliari e Genoa, meno di quelli del Frosinone.
Quando a Sarri gli viene chiesto il perché di questa flessione, difficilmente arriva dalla sua bocca una spiegazione. "Se sapessi cosa fare, lo farei", si limita a dire l'allenatore biancoceleste che domenica sera ha riso in faccia a Dario Marcolin quando quest'ultimo provava a spiegare la scarsa efficacia offensiva con la prevedibilità. "Il Barcellona ha vinto 10 anni giocando sempre allo stesso modo, a Napoli facevamo sempre lo stesso gol con Insigne che serviva Callejon sul secondo palo..."
Tutto vero. Però proprio perché il calcio non dà sempre le stesse risposte, e soprattutto perché i risultati giocando sempre allo stesso modo non stanno migliorando, sarebbe il caso di capire se c'è vita oltre ciò che fin qui è stato fatto. E ogni volta si ripete con risultati sempre più sbiaditi.
Fabio Capello qualche settimana fa ha individuato nell'assenza di Milinkovic-Savic il problema principale. È una chiave, quella del serbo è senza dubbio un'assenza pesantissima. Ma al suo posto sono arrivati centrocampisti importanti: Guendouzi, Kamada e Rovella. La rosa è più ampia, proprio come chiedeva l'allenatore, ma forse proprio quello è il problema per un allenatore che carriera alla mano ha dimostrato di esprimersi meglio quando ha una rosa di 13-14 titolarissimi piuttosto che una più ampia da gestire e far ruotare.

Sono spiegazioni che Sarri non accetterà mai, proprio come quella di Marcolin, perché il tecnico continua a ribadire che l'eccezionalità è tutta nel secondo posto dello scorso anno. Dichiarazioni che non sono piaciute né alla tifoseria né alla dirigenza, parole che adesso devono lasciar spazio a un netto miglioramento dei risultati altrimenti a fine stagione potrebbe essere Lotito a sentire l'esigenza di cambiare guida tecnica, uno scenario impronosticabile fino a qualche mese fa. "Voglio chiudere la carriera alla Lazio", ha detto Sarri anche recentemente. Ma ora, forse per la prima volta da quando è sbarcato nella Capitale, è lui a doversi dimostrare all'altezza. Altrimenti finirà dopo tre anni. Come a Napoli, ma al termine di un'ultima stagione completamente diversa.

Primo piano
TMW Radio Sport
Serie A
Serie B
Serie C
Calcio femminile