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Milan, un punto di svolta. Onore a Inzaghi anche senza titolo. Juve, troppi disastri in tre anni. Genoa, così non va

Milan, un punto di svolta. Onore a Inzaghi anche senza titolo. Juve, troppi disastri in tre anni. Genoa, così non vaTUTTOmercatoWEB.com
lunedì 16 maggio 2022, 12:26Editoriale
di Michele Criscitiello
Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb

Che festa a San Siro. Dopo Fiorentina e Verona, Pioli il jolly non lo consuma neanche con l'Atalanta. Per far tornare la Milano rossonera sul tetto d'Italia basterà non perdere a Reggio Emilia con il Sassuolo. Il calcio è strano, certo, Carnevali è pappa e ciccia con Marotta anche fuori dal calcio ma quando una squadra si gioca la vita in 90 minuti queste storie contano poco. Il Milan è forte e l'ha dimostrato anche contro una Dea che ha finito la benzina. Arrivata a fine ciclo e D'Amico dovrà essere bravo a trovare una nuova formula di squadra perché Gasperini ha tagliato il traguardo. Giusto che cambi aria. Il Milan è uno spettacolo. Perché non vince la più forte ma vince quella che ci ha creduto di più. Allora tutto questo vale doppio, anche triplo. Sarà la vittoria di Maldini che per anni il lunedì era all'Osteria del corso, senza una scrivania da dirigente perché lo cercavano solo come bandiera. Lui non si è mai sminuito pur di lavorare e ha aspettato il suo momento. Saliamo volentieri sul carro di Paolo. A Verona gli chiedevano mille foto anche a partita in corso. Da signore non ne ha rifiutata una anche se aveva tutto il diritto di mandare a quel paese il primo tifoso che, senza delicatezza, gli chiedeva la foto con il Milan in campo. Figuriamoci il cinquantesimo. Paolino si merita l'ovazione del primo anello rosso di ieri, prima della sfida all'Atalanta. Il Milan, e soprattutto Maldini, ha dimostrato che Boban non era il centro del progetto dirigenziale. Era un peso. Maldini era il centro e con intelligenza ha saputo gestire Massara e Pioli, oltre la squadra. Anche quando Gazidis, purtroppo, si è fermato ai box per pensare a cose più serie del calcio. Saliamo, volentieri, anche sul carro di Stefano Pioli. Quello che non ha mai vinto. Quello che doveva essere cacciato per far passare la linea tedesca e, invece, ha saputo valorizzare anche i magazzinieri di Milanello. Sta per vincere uno scudetto senza punta. Perché Giroud è poca roba, perché Ibra col calcio giocato ha finito e perché gli esterni, tranne Leao, sono calciatori da metà classifica e Rebic non è una prima punta. Onore a te Stefano perché hai costruito una difesa di ferro anche senza Kjaer. La linea è sempre in ordine e il segreto è proprio dietro.
Probabilmente l'Inter non vincerà lo scudetto ma Inzaghi ha conquistato due coppe in faccia alla Juventus e, se perderà il titolo, lo farà solo negli ultimi 90 minuti. Per colpa, soprattutto, di un singolo. Perché alla fine perderai per Bologna e se hai Radu come vice Handanovic, la colpa non è proprio di Simone. Era arrivato con la Pinetina che era un disastro. Tutti i big volevano andare via e non c'erano neanche i soldi per gli stipendi. Ha saputo lavorare in silenzio e ha fatto una stagione da 7 in pagella. 7 pieno. Non vincerà, forse, lo scudetto ma nessuno glielo aveva chiesto con fermezza. Brucerà un pizzico in più perché lo perderà in casa, perché a Milano scenderanno in piazza, dopo 11 anni, con i colori rossoneri. Milan che sulla carta non era neanche tra le prime per importanza di organico.
I veri problemi sono della Juventus che, dopo 11 anni, non vince nulla. Agnelli dovrà passare uno straccio sulla bacheca che sta iniziando a prendere la polvere. Troppi errori societari e si sono bruciati anche la speranza che Allegri potesse risolvere tutto. Invece no. Allegri non fa più i miracoli e nella confusione è andato anche lui in confusione. Non ha portato nulla di più, come Agnelli si augurava. La squadra ha limiti oggettivi e perso Chiesa è finita anche quel pezzo di Juve che ancora faceva vedere qualcosa di decente. Si parla tanto del centrocampo che non è adatto. Giusto e sacrosanto ma la difesa è messa, probabilmente, anche peggio. Si ritira Chiellini, l'unico che sapeva ancora tenere una linea difensiva e sapeva guardare palla e avversario nello stesso momento. Il resto sono tutti poca roba. Bonucci ha delle doti ma sicuramente non ha la qualità difensiva di Chiellini. Allegri dovrebbe chiedere almeno due difensori centrali forti. Aspettiamo ancora un pochino e poi il bollo di bidone (a quelle cifre) lo piazziamo anche a De Ligt che guadagna tanto ma rende molto meno del suo presunto valore economico. Ora andiamo, forse, di minestra riscaldata Pogba. Vi Piace? Certo. E' quello che serve alla Juventus? Forse.
Dopo il Venezia anche il Genoa torna in serie B. Il Cagliari quasi, la Salernitana batterà l'Udinese e avrà fatto l'impresa. Storica. Perché i granata, in serie A, non si erano mai salvati nei due precedenti. Che disastro Giulini. Da anni che non indovina mezza scelta. Ha fatto un macello figlio della presunzione da Presidente che mette i soldi ma che capisce poco di calcio. Gli altri anni era stato miracolato, questa volta andrà giù sparato. Stesso discorso per il Genoa. Senza Preziosi i finali di stagione non sono più da ricordare come i miracoli di Lourdes. E' finita la magia o l'acqua santa. Sono arrivati gli stranieri, e come successo a Parma, si sono ritrovati in serie B prima ancora di capire dove si trovassero. Queste proprietà fanno quasi pena, quando vengono ad investire in Italia e vengono presi come gli scemi del quartierino. Il Genoa ha fatto collezione di allenatori e quando ha iniziato a prendere gli stranieri avevamo preannunciato la triste fine che fa una società che avrebbe meritato la B già molti anni prima.