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Juve, Di Maria l'ago della bilancia per essere... Allegri. Inter, Lukaku torna e Marotta fa sognare i tifosi. Gravina, c'è posta per te: Infantino a casa Lotito

Juve, Di Maria l'ago della bilancia per essere... Allegri. Inter, Lukaku torna e Marotta fa sognare i tifosi. Gravina, c'è posta per te: Infantino a casa Lotito
lunedì 20 giugno 2022, 08:25Editoriale
di Michele Criscitiello
Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb

Se questa settimana, la Juventus non svolterà sul mercato avremo un problema. Anzi, lo avranno in società. Allegri non è contento di come la Juve sta operando sul mercato e le sue richieste, finora, non hanno trovato le risposte che si aspettava. Troppe complicazioni ma anche lentezza nel condurre le trattative. Messo da parte il colpo Pogba, la Juve aspetta sempre Di Maria ma le parti non sono ancora vicine. Per intenderci, non sono vicine come l'Inter e Lukaku. Sarà la settimana decisiva per questi colpi da novanta? Probabilmente no, occorreranno ancora 14 giorni ma da oggi si fa sul serio e se non getteremo le basi per i grandi colpi in questa settimana diventa impensabile chiudere la prossima e avere i top player al raduno. Ai bianconeri manca un leader in società. Quello che avevano lo hanno fatto scappare con troppa facilità, per usare un eufemismo. Quello che hanno ancora non è un dirigente leader ma solo una vecchia bandiera che continua a sventolare. Se la Juventus non risolverà, presto, i problemi in società sarà sempre più complicato pensare di tornare vincente in Italia e protagonista in Europa. A livello europeo la società paga anche le scelte sbagliate del Presidente Agnelli. E' salito sulla barca di Florentino Perez, ha sposato la stessa causa ma l'ha persa con Perez. Con la differenza che uno si è fatto forte dei risultati del campo mentre l'altro, Agnelli, è stato bocciato dalla politica del pallone e dal pallone stesso.
L'Inter è pronta a spiccare il volo. Sono ore caldissime per il ritorno di Lukaku all'Inter e sarebbe l'ennesimo capolavoro di Beppe Marotta. Riprendere il belga un anno dopo averlo venduto a 115 milioni di euro è un'operazione che rientrerà negli annali del calciomercato. Una roba del genere non si vedeva da anni. Si può dire, più o meno, lo stesso di Pogba alla Juventus ma gli anni sono passati e non sappiamo come ritroveremo il francese. Non sappiamo neanche se Lukaku è quello di un anno fa ma le motivazioni, dopo il fallimento in Premier, saranno grandissime. Il colpo Lukaku è da favola e quando Beppone aveva chiuso Dybala non credeva a questa opportunità concreta. Oggi fa doppietta e tanto di cappello ma i problemi saranno di Inzaghi che da un lato non vuole cambiare modulo ma dall'altro è consapevole che far giocare tutti insieme Lukaku, Dybala e Lautaro sarà molto complicato. Soprattutto per non togliere certezze alla mediana. Entro mercoledì ci aspettiamo la svolta anche perché Marotta vuole chiudere tutto entro il 30 giugno.
L'Italia del pallone va sempre più a rotoli e chi ci comanda non sta facendo nulla per interrompere questa emorragia. Gabriele Gravina, Presidente della Figc, è rimasto sulla sua poltrona dopo il fallimento mondiale. Si è piazzato dietro Mancini a fungere da scudo ma il flop Nazionale non è mai stato affrontato. Polvere sotto al tappeto e via. Il conto, quando arriverà novembre, però sarà sempre più salato e da italiani non possiamo dimenticarci il danno che questa Federazione ha procurato a tutto il Paese. Gravina e Mancini sono ancora lì ma la speranza di un futuro diverso non c'è. E' morta insieme al sogno mondiale. Gravina sta consumando troppe energie con le battaglie personali. Quelle che a noi non interessano e non servono neanche ai tifosi. Prima le strategie sui fondi, poi il sogno di portare i play off in serie A, la battaglia per togliere la Salernitana a Lotito, con un futuro tutto da scrivere in tribunale, adesso il prosieguo con la doppia proprietà tra Napoli e Bari e i tentativi di trovare un acquirente alla Sampdoria, quando Ferrero era al gabbio. Questi non sono problemi di Gravina. I suoi problemi devono essere altri. Anche sull'indice di liquidità ha perso la sua battaglia e dalla Fifa ha perso la stima dei vertici. Insomma, non siamo messi bene in campo ma neanche dietro la scrivania. La Federazione avrebbe bisogno di fare una bella pulizia ma, dopo Palermo, nessuno si è assunto le proprie responsabilità. Il solito gioco a nascondino che non porterà benefici a nessuno. Intanto ieri sera Infantino ha rovinato la settimana a Gravina. Il numero 1 della Fifa, quindi del calcio mondiale, è andato a far visita a Formello a Claudio Lotito, nemico numero 1 del Presidente della Figc. C'era anche Joe Barone della Fiorentina. Incontri non casuali testimoniati in esclusiva su Sportitalia. La presenza di Infantino di domenica sera a Casa Lotito è un segnale chiarissimo. La Fifa è contro la FIGC e nella guerra made in Italy ha preso posizione. Un bel problema per il nostro calcio se Infantino si schiera in questa maniera così evidente. Forse la strada che abbiamo preso, come Figc, non è proprio quella giusta. E la colpa non è solo del Mondiale in Qatar.