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I giovani (che giocano), mercato e le grandi squadre. Pure in Italia?

I giovani (che giocano), mercato e le grandi squadre. Pure in Italia?TUTTO mercato WEB
© foto di Federico De Luca
giovedì 11 aprile 2024, 15:57Editoriale
di Luca Marchetti

Abbiamo ancora negli occhi lo spettacolo della Champions League. A cominciare da Real-City. I protagonisti assoluti sono stati anche i giovani o giovanissimi. Da Camavinga a Gvardiol, da Saka a quelli che hanno appena compiuto 23 anni come Vinicius, Rodrygo o Foden. Il talento - come diciamo spesso - non ha età. E anche i partite così importanti questi giocatori fanno la differenza. E anche su questi giocatori, da prendere giovanissimi e da crescere in squadra (o addirittura nelle giovanili) si è spostata l’attenzione dei grandi club. Che sanno valorizzarli.

Ora è chiaro che parliamo di parametri che possono non coincidere con la realtà (ovvero il prezzo) ma quali sono i giocatori giovani che in questo anno si sono valorizzati di più in questi sei mesi di stagione? Ci ha pensato il CIES, il centro studi della Uefa.
Il più “apprezzato”, e non poteva che essere così, è Lamine Yamal, il nuovo astro emergente del Barcellona che non ha ancora 17 anni e già vale 145 milioni di euro con una crescita di 134 milioni rispetto alla valutazione precedente.

La cosa curiosa è che tanti di questi giocatori già sono nelle squadre top. Da una parte è normale (se giochi in una squadra importante è evidente che il tuo valore non può che aumentare in maniera esponenziale perché sei già al livello dei grandissimi) dall’altra obiettivamente ci pone di fronte a diversi interrogativi.
Se da una parte è difficile andare a competere con determinati club anche sui giovani, dall’altra la ricerca del talento dovrebbe essere un punto di forza delle squadre che puntano a coniugare cassa e vittorie.

Nelle prime 10 posizioni di questa speciale classifica ci sono Barcellona (1, Yamal), PSG (10, Zaire Emery), il City (7, Doku), lo United (8, Mainoo), il Chelsea (4, Palmer, ma di proprietà Real Madrid). Oltre a Benfica (2, Neves), Girona (3, Moreira), Ajax (5, Hato), Palmeiras (6, Felipe) e Brighton (9, Joao Pedro). Equamente diviso insomma fra grandi e focalizzate su talento e mercato. In contesti dove peraltro si cerca di coiniugare risultati e vetrina.
E questo trend (su una classifica costruita da 100 giocatori) la presenza della Premier è predominante: 29 giovatori giocano in Inghilterra. Seguono la Spagna (17), poi Bundes (14) e Ligue1 (11). La Serie A è sotto la doppia cifra (8), ma ci arriveremo. La vera sorpresa è rappresentata dal numero dei giocatori per squadra. Poco tempo fa abbiamo letto del bilancio record del Brighton: bene pensate soltanto che non sarà una casualità. Perché la squadra allenata da De Zerbi ha 6 giocatori under 23 nei primi 100 fra quelli che hanno accresciuto maggiormente il loro valore: Joao Pedro, Verbruggen, Adingra, Buonanotte, Ferguson e Gilmour. Il futuro è già stato costruito. Ed ha delle solide basi. E le altre squadre che seguono sono a 4 con Chelsea, Tottenham, Ajax e Eintracht nel gruppo.

E’ evidente che il potere economico della Premier non può non contare. Ma la strategia, anche dei grandi club, è proprio quella di puntare sui giovani. City, United, Chelsea, Tottenham, Liverpool hanno giocatori di valore. E questo è significativo. Discorso diverso in Liga dove il Barcellona (2) presenta dei giocatori in questa lista, ma non per esempio il Real (i suoi talenti hanno superato la soglia d’età, per esempio, il lavoro è stato fatto negli anni precedenti). E l’Italia?
Il primo italiano è Destiny Udogie (con un incremento di +35) ma che gioca in Inghilterra. Altrimenti bisogna arrivare fino alla 43sima posizione con Kayode della Fiorentina (+24) diventato titolare in questa stagione dopo l’inforutnio di Dodo. Poi sempre appartenenti a squadre italiane troviamo Yldiz (55esimo), Bove (64esimo), Scalvini (75esimo), Ruggeri (78esimo), Zirkzee (84esimo), Valentin Carboni (88esimo) e Soulé (96esimo). Quindi due proprietà Juve (a testimonianza ulteriore della bontà del progetto dell’U23, che sta dando i suoi frutti), due Atalanta. Convocabili da Spalletti? 5. Un po’ pochi su 100. Ed è qui forse che dovremmo cominciare ad interrogarci su dove sia finito il talento azzurro. E’ in regresso o sboccia più tardi?

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