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Gli agenti comandano nel calcio. È una fandonia, ma tanto lo dicono tutti e quindi dev'essere per forza vero. E la FIFA si intasca milioni per gli esami dopo avere tolto regole nel 2015

Gli agenti comandano nel calcio. È una fandonia, ma tanto lo dicono tutti e quindi dev'essere per forza vero. E la FIFA si intasca milioni per gli esami dopo avere tolto regole nel 2015TUTTO mercato WEB
© foto di Lorenzo Di Benedetto
sabato 30 settembre 2023, 15:48Editoriale
di Andrea Losapio

C'è una favola che i club stanno cavalcando da anni, almeno una quindicina. Cioè che gli agenti abbiano rovinato il calcio con le loro richieste esose per i propri assistiti, quando va bene, e per i loro conti personali, quando va male. Sono gli stessi club che spendono milioni che non hanno - se non tramite le tasche dei propri ricchissimi presidenti - e che ora cercano di addossare la colpa agli altri quando hanno alimentato un sistema che viveva sopra le proprie possibilità da un sacco di tempo. La verità è che la spirale nel calcio è stata alimentata da Silvio Berlusconi nei primi anni novanta, ma è una onda lunga iniziata dagli Agnelli e proseguita da Moratti, da Ronaldo in giù per poi passare ad altri campioni. Il calcio italiano in quel momento era al top, i ricchissimi c'erano e i fatturati erano molto più bassi rispetto a ora.

Le spese pazze ci sono sempre state. Noi eravamo la Premier dell'epoca. Probabilmente anche il paragone con l'Arabia è azzeccato, quando vai a comprare Lentini a 30 miliardi 30 anni fa. La non educazione finanziaria ha portato ai problemi degli ultimi anni, acuiti dal Covid e che ora sembrano avere un solo responsabile. Cioè l'agente del calciatore x che chiede il 10% di commissione su una transazione. Tanto? Poco? Probabilmente dipende da quanto costa un calciatore, ma ci sono alcune regole non scritte che possono portarti a chiedere di più o di meno. Oppure a non chiedere nulla in determinate circostanze pur di favorire il trasferimento. Rimangono però accordi fra i club e gli agenti, con nessuno che punta la pistola alla testa agli altri. Perché se è normale litigare per un importo o per l'altro (immaginate fornitori e clienti quanto lo fanno per somme molto meno ingenti) dall'altro ci sono club che perdono 200 milioni e che danno la colpa a chi chiede di essere pagato in relazione a un servizio proposto.

L'altra fandonia è dire che sono soldi che finiscono fuori dal calcio. Lo sono tutti. Quelli che finiscono ai calciatori vanno a singole persone. Così come quelli dei dirigenti. O accettiamo normalmente che il mondo del calcio non è una ONLUS, oppure la creiamo e la facciamo diventare non a scopo di lucro, anche per gli stessi che ci lavorano. È un mondo in cui soldi sono tanti, ma gli sprechi sono ancora di più. Poi c'è chi ha finalmente trovato la via per una condotta virtuosa. La Juventus lo ha fatto fino a Ronaldo, quando Andrea Agnelli ha creduto nella crescita infinita dei bianconeri (che hanno uno stadio piccolo e non tutti i tifosi del Real Madrid) ed è finito rovinosamente con il Covid. Anche sfortunato, va detto. Il Milan lo sta facendo ora: è arrivato a 400 milioni di fatturato anche grazie alla semifinale Champions, ma finalmente è cresciuto ed è in attivo dopo 17 anni: il dato incredibile è che nel 2006 c'era lo stesso valore di produzione del 2022, con ingaggi ovviamente esplosi dai tempi di Kakà e compagni. Lì c'era Berlusconi a metterlo anno dopo anno, ora RedBird vuole creare qualcosa di sostenibile.

Eppure anche il Milan paga gli agenti e gli intermediari. Anche bene, alle volte. Quindi la colpa è... dei club, appunto. Poi c'è la FIFA che, vox populi vox dei, vuole regolamentare la situazione agenti dopo avere votato una deregulation nel 2015, portando chiunque a potere fare quel lavoro, anche familiari che, solitamente, sono ancora più esosi dei procuratori. Tutti ne vogliono una fetta e padri-madri-fidanzate-cugini sono quelli che trovano riscatto sociale ed economico inventandosi collaboratori del calciatore di turno. E visto che i soldi sono tanti e non ci saranno per sempre, sono coloro che vogliono fare jackpot sin da subito.

E la FIFA che fa? Vara un regolamento con dei tetti che sono fuori mercato, rendendo obbligatorio un esame FIFA per far sì che si possa lavorare come agenti. In Italia c'è già e non è per niente facile, anzi. In Francia anche. In questo modo la FIFA ha già raccolto 20 milioni di dollari negli scorsi mesi per i 4500 (una cifra altissima) che hanno sostenuto l'esame. Un bel modo per fare soldi, questo è certo, ma a nessuno frega niente. La colpa è degli agenti che hanno rovinato questo gioco. L'importante è crederci (e ripeterlo a pappagallo per sembrare intelligenti).

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