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C'è chi non ha l'allenatore, chi i dirigenti, il presidente o le ambizioni: povero mercato perché le nostre grandi non sanno cosa faranno nella prossima stagione

C'è chi non ha l'allenatore, chi i dirigenti, il presidente o le ambizioni: povero mercato perché le nostre grandi non sanno cosa faranno nella prossima stagioneTUTTO mercato WEB
© foto di Lorenzo Di Benedetto
sabato 3 febbraio 2024, 07:57Editoriale
di Andrea Losapio

Abbiamo visto un mercato abbastanza particolare. A gennaio non possiamo sempre aspettarci i pop corn, come per Vlahovic due anni fa. Ma nemmeno la mosceria dei giorni passati. Dragusin al Tottenham, Alcaraz alla Juventus, Belotti alla Fiorentina. Questi sono i tre colpi del mercato invernale, con vari paradossi a tutti i livelli. C'è chi non ha l'allenatore per la prossima stagione, come il Napoli e la Roma (forse). I giallorossi, in compenso, non hanno più il dirigente di riferimento da ieri. Chi non ha le ambizioni, come il Milan che è terzo comodamente ed è uscito dalla Champions, quindi perché non tenerseli per giugno? Oppure la Juventus, che non sa bene come finirà con Allegri ma, in compenso, sa benissimo di avere centrato l'obiettivo minimo del quarto posto già a fine gennaio. Dulcis in fundo, come il dessert prima del caffè e dell'ammazzacaffè, c'è l'Inter che non sa chi sarà il proprietario: Zhang? Oaktree? Un fondo fiduciario francese?

Questo è il motivo del paradosso di un mercato che viene fatto non per obiettivi veri, bensì finanziari. Le prime tre sono più o meno sicure di arrivare in Champions, quindi di prendere circa 50-60 milioni come minimo dalla nuova Superlega. Non chiamatela così altrimenti Ceferin si lamenta, ma di fatto lo diventa. Questo porta a pianificare diversamente la prossima stagione, ma anche questo mercato. L'Inter prende Zielinski e Taremi (ci proverà anche per Rabiot?), la Juventus deve valutare se tenere o meno Vlahovic che l'anno prossimo scatterà a 12 milioni a stagione ma prova a spalmare il contratto di Szczesny. Il Milan, non dovendo affrontare grandissime crisi, decide di non fare niente: niente attaccante anche se piaceva Guirassy - che chiedeva 5 milioni annui, troppi - niente terzino sinistro che si adatta Florenzi o si lancia Jimenez - forse anche meglio - poi bene riprendere Gabbia, più aggiungere Terracciano che come jolly va più che bene.

La Juventus ha preso Alcaraz, un bel colpo ma con cifre che sono francamente troppo alte per essere vere. Un po' come per Ngonge: 20 milioni dal Napoli, quando il Verona la settimana prima litigava per i 13-15 con la Fiorentina (ma nessuno che li offriva, l'Aston Villa si era fermato a 10), sembrano davvero una manna dal cielo per un club che doveva fare +25 in una sessione di mercato per evitare scossoni estremamente negativi. Il Napoli ha fatto un mercato a saldo zero: presi 25 per Elmas, spesi 20 per Ngonge, 2 per Mazzocchi, 2 per Traoré, qualche centinaia di migliaia di euro per Dendoncker. Et voila, considerando che Mazzarri di fatto non è l'allenatore della prossima stagione: in estate via Osimhen (130?), forse Kvaratskhelia, chissà chi altro. De Laurentiis non voleva spendere e non l'ha fatto.

Tiago Pinto probabilmente ha compiuto l'ennesimo mercato capolavoro, facendo le nozze con i fichi secchi, prelevando Baldanzi come il prossimo Dybala, vendendo Vina al Flamengo... Il portoghese paga la miopia di un progetto triennale che non ha avuto nessuna possibilità di essere modificato in itinere, Mourinho a parte. Dunque come fai a programmare la prossima stagione? Non puoi. Chiosa finale per la Fiorentina, che sapeva di dovere acquistare un esterno da tre mesi. Barone ha parlato di "frigo pieno", andando a prendere Belotti quando hai già Nzola e Beltran. Questo vuol dire due cose: non volere spendere tanto per farlo, ma nemmeno avere l'idea su chi puntare, in primis. In seconda battuta sconfessare il mercato estivo: 38 milioni per due punte che, alla fine, non funzionano. Può succedere, ma arrivare in Champions sarebbe un vero miracolo.

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