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Scarafoni: "Io, l'Ascoli e Mazzone. Che stagione con Sarri ad Avellino"

TMW RADIO - Scarafoni: "Io, l'Ascoli e Mazzone. Che stagione con Sarri ad Avellino"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
giovedì 8 luglio 2021, 16:55Altre Notizie
di TMWRadio Redazione

A TMW Radio, per "Storie di Calcio", è intervenuto Lorenzo Scarafoni. Ex attaccante, fece il suo debutto nell'Ascoli di Carlo Mazzone, per poi vivere un'esperienza al Bari. La sua stagione più prolifica è stata la Serie B 1993-1994 in cui le sue 15 reti portarono il Cesena a sfiorare la promozione in Serie A (sfumata allo spareggio contro il Padova). In carriera ha totalizzato complessivamente 84 presenze e 10 reti in Serie A e 260 presenze e 69 reti in Serie B, conquistando la promozione in A con l'Ascoli nella stagione 1985-1986.

Era stato accostato a Valdano?
"L'accostamento mi ha fatto sempre piacere, anche se era stato distorto un po' quell'appellativo".

I suoi esordi?
"Esordii contro la Roma di Turone e Conti, ricordo l'emozione di quella partita. Io simpatizzavo per la Roma, avendo Mazzone in panchina. Entrai all'82°. Eravamo io, Iachini e Agostini, ci fece esordire ma io ero il più piccolo, avevo solo 16 anni. A me diede il privilegio di esordire contro la Roma. Fu un'emozione grandissima, anche se all'epoca non ci pensai troppo. Per me era un sogno, ma affrontai la partita da 'incosciente'".

Come era con lei Mazzone?
"Mi diceva sempre 'I tacchetti te li sei messi?'".

Il momento che non dimenticherà mai da calciatore?
"Purtroppo una delusione, lo spareggio per andare in Serie A a Cremona tra Cesena e Padova. Purtroppo, pur giocando una grande partita, perdemmo".

Il gol più bello?
"Nessuno in particolare. Sono stato bene dappertutto e ho avuto sempre soddisfazioni. Ricordo con piacere Anconetani, che soffriva per i miei rigori da fermo. Anche la stagione a Palermo fu emozionante".

E i tecnici a cui è più legato?
"Con Castagner mi sono completato tecnicamente, mi sono trovato bene umanamente con tutti invece. Mazzone l'ho avuto che ero ragazzino, ci siamo ripresi poi quando ho fatto il vice a Bologna. E' stato un padre. Ma anche Boskov e Bolchi".

Brambati ha detto che era un attaccante fastidioso:
"Sì, piacevolmente fastidioso. Oggi non mi rivedo in nessuno. L'unico in cui mi rivedevo, ma con le dovute proporzioni, nell'ultimo Totti, come posizione di attaccante arretrato".

Ad Avellino ha lavorato con Sarri:
"Da dt mi chiesero quale allenatore prendere, dissi lui perché era il più adatto alla piazza importante di Avellino. Si instaurò un bel feeling. E' una persona colta tecnicamente, nel suo lavoro è maniacale, ho avuto la fortuna di vederlo da vicino ed era già ultramoderno a quei tempi. Sta raccogliendo meno di quello che merita. Alla Juventus non gli hanno lasciato finire il lavoro. Vedremo ora alla Lazio".