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Spanò lascia la Reggiana per lo studio... un anno dopo. "Il cuore ha sempre ragione"

ESCLUSIVA TMW - Spanò lascia la Reggiana per lo studio... un anno dopo. "Il cuore ha sempre ragione"TUTTOmercatoWEB.com
giovedì 29 luglio 2021 13:04Altre Notizie
di Claudia Marrone

22 luglio 2020: l'Italia si sta faticosamente rialzando da mesi bui e vissuti nel terrore, per la prima volta nelle nostre vite abbiamo capito cosa significhi realmente la parola "pandemia", abbiamo rivoluzionato le nostre abitudini di usi e costumi, la mascherina e il disinfettante sono ormai fedeli compagni di viaggio, la parola "lockdown" ha quasi sostituito il "ciao". Il calcio, però, è ripartito, e in Serie C, al "Mapei Stadium" di Reggio Emilia si gioca la finalissima playoff Reggiana-Bari: storia nota, gli emiliani centrano la Serie B.
Una notte e una settimana di festa, culminata il 29 luglio con una notizia che ha sconvolto non solo i tifosi reggiani ma tutto il mondo del calcio: Alessandro Spanò appende le scarpette al chiodo. Il capitano, quello che aveva riportato la Regia in alto con la fascia al braccio.
All'apice della carriera, neolaureato, Spanò lascia il calcio a 26 anni per proseguire gli studi.
Questo succedeva esattamente un anno fa. Oggi, i microfoni di TuttoMercatoWeb.com hanno contattato l'ex giocatore per sapere, a distanza di 365 giorni, come è cambiata la sua vita.

Dodici mesi fa è iniziata una nuova fase della tua vita: che anno è stato per te?
"Un anno incredibile, pieno di nuove esperienze. Sono cambiato e cresciuto molto come persona. Ho scoperto dei luoghi nuovi e conosciuto moltissime persone provenienti da tutto il mondo, di lingue diverse, di religioni diverse e con un passato unico".

Una decisione certo non presa a cuor leggero: come è maturata nel corso del tempo?
"Come dissi nella mia lettera di saluti, sono sempre stato un sognatore. Ho realizzato il primo tra questi, che era quello che mi ha accompagnato sin da quando ho iniziato a camminare: diventare un calciatore. Poi crescendo ne sono emersi molti altri, ed era giunto il momento di dare spazio anche a loro andando incontro alla mia curiosità".

Quindi se tu potessi tornare indietro, rifaresti questa scelta?
"Ripensando a un anno fa, avevo un grande entusiasmo ma non sapevo come sarebbe stato il post calcio. A oggi posso dire che tutte le mie aspettative sono state di gran lunga superate. Per me è l’ennesima dimostrazione che le scelte di cuore hanno sempre ragione".

Ti mancano i campi di calcio?
"Il calcio per me non è stato solo il rettangolo verde, sebbene anche quello mi abbia dato tante gioie. È stato soprattutto i pomeriggi passati a ridere con i compagni dopo tanta fatica sul campo, i viaggi infiniti in pullman, le vasche ghiacciate in ritiro e le cene di squadra di metà settimana. Ecco forse mi mancano questi momenti, ma più che per la palla, per le persone e gli amici con cui li ho condivisi".

Hai portato la Reggiana in B: fa male vedere che la categoria non è stata mantenuta?
"Da reggiano acquisito ovviamente mi è dispiaciuto, ma so anche che i ragazzi e lo staff hanno sempre dato il massimo. Quindi bisogna accettare anche dei risultati non positivi, fanno parte del percorso, l’importante è voltare subito pagina per scriverne una nuova ancora più splendente".

Giocasti la finale playoff sapendo del tuo addio, a TMW dicesti che eri felice di averla giocata ma il destino aveva già scelto altro: cosa davvero provasti quel giorno?
"Durante la giornata provavo già una grande gioia, avevo la totale consapevolezza che quella sera avremmo scritto la storia della Reggiana e quello era il mio unico pensiero. Al triplice fischio ho realizzato che le favole esistono, la mia a Reggio è durata 6 anni, passando da un fallimento e ripartendo dalla Serie D. Ma alla fine non poteva essere diversamente: come ogni favola che si chiude, dovevamo essere felici e contenti".

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